La giornata delle forze armate ce ne parla Roberto Piazza

Il 4 Novembre è la Giornata delle Forze Armate

scritto da Roberto Piazza

Il 4 novembre 1918 finiva la Prima Guerra Mondiale per l’Italia.

Quasi quattro anni più tardi, il 23 ottobre 1922, Vittorio Emanuele III, dalla residenza di San Rossore, “per grazia di Dio e Volontà della Nazione”, decretava: Il giorno 4 novembre, anniversario della nostra vittoria, è dichiarato festa nazionale e considerato festivo a tutti gli effetti civili.
Non a caso, a promuovere il provvedimento fu l’ultimo governo liberale, che mirava a celebrare la vittoria dell’Italia quanto a ricordare il sacrificio di chi perse la vita durante il sanguinoso conflitto.

Peculiare caratteristica di questa celebrazione è di esser stata l’unica festa nazionale che, istituita nel 1922, abbia attraversato indenne le età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana.
Dopo la caduta del regime fascista nel 1943 l’anniversario della vittoria assunse i caratteri di una festa nazionale destinata a celebrare l’unità del popolo nel sacrificio, ricollegando tale occasione con la memoria delle lotte risorgimentali, divenendo poi (dal 1949) Festa delle Forze armate, ritenute depositarie dei valori della concordia e dell’unità.

Le celebrazioni si mantennero perciò su questi due profili: da una parte rito civile attraverso il quale la Nazione aveva la possibilità di specchiarsi nel proprio passato patriottico; dall’altra, giornata in cui le Forze armate d’Italia celebrano in un’unica data le proprie glorie e le proprie memorie.

Il 4 novembre sino al 1977 è stato un giorno festivo a tutti gli effetti. Successivamente, a causa di una riforma del calendario delle festività nazionali introdotta con lo scopo di aumentare il numero di giorni lavorativi, viene celebrata la prima domenica di novembre.
Naturalmente, negli anni ’80 e ’90 dello scorso secolo, l’importanza della ricorrenza è andata declinando anche per l’affermarsi di un nuovo rapporto tra esercito e popolo, segnato, a parer mio, dalla fine del servizio militare di leva.

Resta, tuttavia, indiscusso il valore di quei fanti che combatterono quella guerra e unirono l’intero Paese.
Furono infatti le trincee a far incontrare per la prima volta siciliani e veneti, liguri e pugliesi, resi consapevoli in quel momento drammatico di appartenere ad una stessa comunità.
Provate, come ho fatto io, a cercare il vostro cognome nell’elenco dei caduti (sul sito www.cadutigrandeguerra.it) e vedrete quanto quella lontana guerra, della quale molti hanno solo il ricordo sbiadito di qualche lezione scolastica, sia vicina a tutti noi.


Nota sulla fotografia: L’immagine in evidenza di questo articolo è di Stefan BauerOpera propria, distribuita con la Licenza Creative Commons CC BY-SA 2.5, disponibile a questo Link


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