Scatoletta di latta, Articolo su oggetti e creatività

Dagli oggetti all’immagine creativa

scritto da Chiara Daniele

Nella nostra vita quotidiana siamo attorniati, quasi circondati, da tantissimi oggetti. Alcuni grandi, altri molto piccoli. Alcuni li usiamo così spesso che ormai non facciamo quasi caso alle loro caratteristiche. Altri addirittura li dimentichiamo, sono là accanto a noi sempre ma cadono nell’oblio. Poi ci sono quegli oggetti, come i vestiti, che usiamo, osserviamo, apprezziamo; oppure altri, come i libri, che apriamo e leggiamo andando al d là dell’oggetto in sé. E così via.

E se tutti questi oggetti che ci fanno compagnia nella vita quotidiana diventassero parte della nostra fantasia e creatività dando vita e forma alla nostra immaginazione?

Penserete che stia parlando di riciclo creativo, e invece no.



Parlo di un utilizzo digitale, legato all’elaborazione dell’immagine, di parti o dettagli degli oggetti che ci circondano. Parlo di trovarsi ad osservare un oggetto, che ha sempre avuto la sua solita funzione, e inserirlo in un pensiero o in una fantasia, di creare un’immagine nuova dentro di noi, e in seguito renderla visibile.

C’è stato un lungo periodo in cui mi sono voluta addentrare nelle elaborazioni digitali a partire da oggetti della vita quotidiana e a sperimentare le varie possibilità creative.

Una volta, per esempio, durante una gita, mi sono soffermata ad osservare una cava. Una montagna squarciata per estrarre minerale che servisse per costruire. Arrivata a casa avevo bisogno di dare forma a questa visione triste. Ho collegato la vecchia grattugia a mano al pensiero dell’estrazione di materiale, ai buchi ma anche al dolore perché la grattugia può graffiare e creare una ferita. Allora ho fotografato la grattugia e la sua immagine l’ho usata per creare delle montagne bucate e violate. Il messaggio che volevo comunicare era incluso nell’immagine ma anche nella funzione dell’oggetto stesso.

In un altro caso il fondo di acciaio di una vecchia pentola, fotografato ed elaborato in una sovrapposizione di figure geometriche, mi ha fatto pensare al Patto d’Acciaio.

Un televisore fotografato più volte inserendo ogni immagine dentro alla precedente fino ad arrivare a una di dimensioni molto piccole con la scritta The End voleva indicare la morte mediatica, il modo in cui l’informazione tramite i media stia degradando.

La luce della rotellina superiore di un mouse ha dato vita a una cascata di foglie dorate che piovono su di me mentre dormo, come se fossero sogni, pensieri, idee e il mouse, che uso anche per dare vita alla mia immaginazione tramite le elaborazioni digitali, in quel caso l’ho usato per creare ma ne è stato anche oggetto.

In un altro caso il dettaglio di calze bordeaux a pois neri ha dato vita ai grattacieli di una “Città a pois”. Una città fantastica illuminata dalla luna in cui i pois potevano sembrare finestre, e forse le persone che vivevano dentro questi palazzi erano molto fantasiose come il luogo in cui abitavano.

Un lampione, reso nero, come se fosse la sua ombra, e riprodotto in prospettiva dando vita a un viale di lampioni neri, con la luna nera al di sopra, per me rappresentava il buio, che può essere inteso in vari modi.

Una rondella di scotch riprodotta tre volte accompagnata da fossi-sarei-ero mi è servita a esprimere l’inaderenza alla realtà che vivevo in un periodo della mia vita.

Una scatolina di latta aperta produce parole di latta, di poco valore.

Non mi prendete per pazza. Ho solo fantasia da sfogare a sono anche una persona pratica che vive una vita normale tra oggetti e impegni quotidiani come tutti. Ho voluto incastrare le due dimensioni: quella reale poteva aiutare quella interiore ad esprimersi.

Elaborazioni digitali di Chiara Daniele

Poco tempo fa mio figlio, in modo totalmente autonomo, ha sperimentato un altro modo utilizzare un oggetto per esprimere la sua fantasia. Aveva davanti un paio di forbici. Ha riprodotto la sagoma e con questa ha creato vari personaggi. Il principale era il Signor Forbici, un signore vecchissimo che, all’interno di vignette, scambiava battute più o meno burbere, con le Forbici Aeroplano, le Forbici Zanzara, le Forbici Mosca, le Forbici Missile, le Forbici Polpo con brevi scambi di battute. Anche nel suo caso questa creatività, a partire da un oggetto, gli ha permesso di dare forma a dei temi sui quali gli piace scherzare o anche a cose che gli fanno paura, come il terrore che ha per gli insetti.


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