Articolo sulla differenza tra scienza e teoria dell'allenamento

Che differenza c’è tra scienza e teoria dell’allenamento?

scritto da Giacomo Bellisi

L’allenamento, volto al raggiungimento di un obiettivo, viene (o dovrebbe essere) pianificato da un tecnico (es. istruttore) in base alla sua formazione ed esperienza ed in primis alla persona che deve allenarsi.

È dagli anni ’80 che nell’ambiente sportivo si cerca di dimostrare scientificamente tutte le competenze che fino a pochi anni prima erano state acquisite solo empiricamente.


Scienza e teoria dell’allenamento, queste “sconosciute”…

Quando parliamo di scienza dell’allenamento intendiamo quel sapere che si basa sulla dimostrazione di dati ottenuti tramite sperimentazioni documentabili. Queste sperimentazioni prendono in esame un campione di persone suddivise in base alle loro caratteristiche (età, sesso, peso ecc.), le risposte vengono osservate su base statistica.

Quando parliamo di teoria dell’allenamento intendiamo tutte quelle conoscenze acquisite sul campo e non scientificamente provate. Nella teoria dell’allenamento la fa da padrone il rapporto causa-effetto. Ad un determinato stimolo osservo che corrisponde una determinato adattamento.


Tra scienza e teoria dell’allenamento, qual’è quella corretta?

Istintivamente verrebbe da dire la scienza, ma in realtà la risposta è entrambe.

Il problema più grande della scienza e, per assurdo, anche della teoria dell’allenamento è che si scontrano con il fatto che siamo tutti differenti da un punto di vista fisiologico. Non esiste un individuo uguale all’altro. Quanta gente pur allenandosi in maniera totalmente differente raggiunge lo stesso risultato? Ad esempio dimagrimento o ipertrofia…

La verità è che non bisogna mai mettere in conflitto o separare la scienza e la teoria dell’allenamento, poiché sono due facce della stessa medaglia.

Il fatto che un determinato allenamento ricada nel campo della teoria e non della scienza, non vuol dire che sia sbagliato o inutile, ma semplicemente che non è ancora stato dimostrato scientificamente (o confutato). Un esempio tra moltissimi è HIT (High Intensity Training), detto anche Heavy Duty, che ultimamente va molto di moda delle palestre e che ricade ancora nel campo della teoria dell’allenamento ed è riconosciuto come valido dalla maggioranza dei tecnici.

Si tenga anche conto del fatto che i tempi della scienza sono molto più lunghi di quelli della teoria, che è in continua evoluzione.

Ci sono moltissime persone che vanno in palestra “passivamente”, ricevono una scheda dall’istruttore e la eseguono senza comprendere le finalità di ciò che fanno. Chiedete all’istruttore che vi segue il perché di un determinato esercizio, quali muscoli coinvolge, il perché di quel numero di ripetizioni o della durata di quel recupero. Se l’istruttore è competente (e non si trova con una sala piena zeppa di gente da seguire) sarà ben felice di spiegarvi quello che vi sta facendo fare.

Diffidate, sempre e comunque, della strada più breve. Nel fitness non esistono strade brevi, esistono strade percorse bene e strade percorse male. Lavorate bene, lavorate con costanza e il principio dell’adattamento sarà dalla vostra parte 😉


Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo, non costa nulla e ci aiuta molto 😉

Ti potrebbe interessare

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione di alcuni tuoi dati. Per maggiori informazioni fai riferimento alla nostra Privacy Policy.