Pioggia invernale, poesia di Giuseppina Sutera

Intruso

scritto da Giuseppina Sutera

Adoro l’inverno!

Lo so. Sono impopolare. Ma il calduccio della copertina, le babbucce di lana sopra i calzettoni anti stupro fanno stare bene me e la mia anima. Mi infondono serenità. Il che è un palese controsenso rispetto alla violenta natura, al vento che fischia forte ed ai tuoni e fulmini che rendono elettrico il cielo. Ma l’inverno è casa. L’inverno è famiglia. L’inverno non è dispersione.

Ad agosto di anni fa, in occasione di un bel temporale estivo come, ahimè, non se ne vedono più, scrissi “Intruso”.
Quel temporale mi riportò la serenità dell’inverno.

Come un intruso
il temporale bagna il caldo torrido di agosto.
Il vento
ne allontana la calura e scuote gli alberi
sinora immobili sotto il peso del caldo.
La pioggia sprigiona odore di terra.
Il mio cuore avverte un brivido di tranquillità.
Sta arrivando la stagione del freddo.
La stagione del calduccio delle case;
delle famiglie
riscaldate dal tepore
dei vapori caldi delle pentole.
La stagione della protezione.
La stagione dell’amore
di casa mia.


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